Smorzamento e bacchette

Note sullo smorzamento delle pelli dei timpani e sulle bacchette

 

Lo smorzamento

Lo smorzamento avviene facendo aderire i polpastrelli delle dita alla pelle.

 Le dita interessate sono il pollice, il medio, l’anulare e il mignolo, mentre l’indice nella sua piegatura mantiene la bacchetta. Data la difficoltà che molti incontrano ad adoperare quattro dita per smorzare perché il solo indice non riesce a mantenere la bacchetta, inizialmente possono essere usate le dita medio, anulare e mignolo.

Per smorzare un colpo, le dita dovranno poggiarsi sempre delicatamente e con leggerezza, per evitare che l’impatto si trasformi in un altro colpo; sarà la sensibilità acquisita dalle dita, ad operare lo smorzamento – le dita sensibili percepiranno le vibrazioni della pelle fermandole.

Ma la domanda importante circa lo smorzamento è questa:

Quando e come una nota deve essere veramente smorzata?

considerato che:

1 -  le note vengono generate percuotendo le pelli (l’effetto risultante è il colpo e la sua risonanza);

2 -  c’è differenza  di risonanza tra le caldaie  (un colpo forte dato su una nota bassa del

      timpano 32”  genera una risonanza molto più lunga di una generata dallo stesso colpo

      dato su una nota acuta del timpano 23” o 21”);

 

3 -   esiste il fenomeno delle vibrazioni simpatiche (un colpo dato su un timpano mette in

       risonanza  i timpani vicini);

 

4 -   i timpani sono a suono determinato (per la sua lettura viene usata la chiave di basso) per

       cui le note generate dai colpi devono essere distinguibili e identificabili;

i fattori che concorrono a dare una risposta possono essere i seguenti:

-      il colpo e la sua risonanza è la caratteristica più importante del timpano la quale permette di identificare sia lo strumento, che la nota generata. Per questa ragione sui colpi di breve durata, lo smorzamento non deve avvenire troppo a ridosso del colpo; se non si permette alla nota di risuonare sufficientemente, il risultato potrebbe essere un colpo senza  risonanza a suono indeterminato (somigliante ad un colpo dato su un tom-tom basso).

-      l’identificazione della nota è prioritaria; bisogna tendenzialmente smorzare meno (la mano si poggia sulla pelle smorzandola parzialmente), o non bisogna smorzare affatto.

Questo smorzare meno produce un “arricchimento sonoro” voluto che è preferibile a un “impoverimento sonoro” ottenuto con smorzamenti matematici ed energici.

 

-      lo smorzamento tramite le dita  deve essere delicato ed essenziale senza dispendio di movimenti, senza quasi mai premere (una pressione eccessiva ed inutile provoca un effetto di glissato, e un appoggio esagerato delle dita provoca un altro colpo o rumore estraneo). Qualche volta lo smorzamento può avvenire poggiando il feltro delle bacchette sulla pelle.

 

-       le vibrazioni simpatiche vanno smorzate generalmente solamente nei finali di frase;

 

-       le differenze timbriche ottenibili percuotendo con bacchette differenti (per esempio con  feltro o con legno) possono determinare esigenze di smorzamento diverse.

 

   In conclusione, quanto e quando debba risuonare un colpo deve essere suggerito sia dal fraseggio in generale che dalla conoscenza dei fattori di cui sopra, il tutto gestito dalla propria sensibilità e preparazione musicale.

Le bacchette

La qualità del suono dei timpani dipende essenzialmente dalle bacchette che si usano.

Durezza dei colpi, potenza del suono, differenze timbriche, sono agevolmente realizzabili usando appropriate bacchette.

- un set standard di bacchette è formato da  5 paia:

 

molto morbide  -  morbide  -  medie  -  dure  -   molto dure

 

ma quasi sempre un timpanista ha una dotazione più ampia, con bacchette speciali varie, organizzate anche in set di quattro per eseguire accordi o altro.

Il materiale più idoneo e ricercato per la costruzione dei manici è il bambù, con un diametro che varia da 11 a 14 mm; questo materiale di facile reperibilità, oltre ad essere naturalmente sonoro, permette di realizzare una bacchetta con un peso finale (bacchetta completa) che può variare da 28 grammi a  38 – 40 grammi circa, secondo le esigenze (bacchette con pesi superiori possono risultare poco pratiche).

I manici in legno, quasi sempre in legno duro, pur essendo resistenti e durevoli, risultano pesanti (45 grammi e più) e poco maneggevoli. Un legno adatto che dà buoni risultati è il pino.

Altro materiale idoneo è l’alluminio di spessore 9/10.

Le bacchette in genere sono ricoperte in feltro morbido, o con altri materiali (pelle, stoffa,

lana),con la testa interna in sughero, o in legno, (o in feltro duro);

 

Il timpanista esperto generalmente si auto-costruisce le bacchette, oppure si affida a marche conosciute e specializzate nel settore.

Ma vediamo in dettaglio alcune particolarità.

-     suoni staccati si ottengono con una testa in legno da 2 cm di diametro ricoperta di un

      sottile strato di feltro morbido.

 

-     suoni molto staccati sono ottenibili con una testa in legno, o in sughero, da  2 cm di    

      diametro senza ricopertura, o con ricopertura in sottile pelle di daino.

 

-    suoni medi e morbidi sono ottenibili con una testa in legno, o in sughero, da  2,5 cm di    

      diametro, ricoperta da uno strato variabile di feltro morbido.

 

-    nei suoni staccati, molto staccati, medi e morbidi, descritti nei tre punti precedenti,

      aumentando solamente la dimensione della testa, a parità di dinamica si ottengono gli

      stessi suoni ma più potenti e presenti.

 

-    suoni molto morbidi sono ottenibili con una testa in legno, o in sughero, o in feltro duro,

     con una doppia ricopertura in feltro morbido.

-    un suono staccato e uno morbido (legato) sono ottenibili con l’uso di un solo paio di    

      bacchette di tipo medio, possibilmente con testa in legno; il suono staccato è ottenibile  

      facendo corrispondere al colpo una pressione delle dita (pollice, indice  e medio), mentre il  

      suono morbido lo si ottiene senza pressione.

 

-    timbri diversi, infine, sono ottenibili adoperando bacchette senza ricopertura, con la testa

      in vari tipi di legno (faggio, carpino, pino), vari tipi di sughero( naturale, agglomerato) o

      in vari tipi di feltri molto duri, con forme e dimensioni diverse ( a disco, a ruota, a palla,  e

      altre). B.F.

 

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