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“ Beniamino Forestiere è un uomo sagace, moderno e creativo. Nella sua classe di percussione presso il Conservatorio di Bari crescono giovani che sanno di Beethoven e Strawinsky, ma anche di musica contemporanea, jazz, improvvisazione, tradizioni etniche e popolari. Ho avuto modo di notare che l’approccio di questi novelli percussionisti è sempre attento, accurato, senza però disdegnare la scoperta del nuovo e l’adattabilità professionale al contesto musicale in cui operano. Se l’allievo è specchio del maestro è anche vero che un libro didattico rispecchia l’esperienza di insegnamento, di composizione e di esecuzione dell’autore. Sillogisticamente, in questo poderoso volume troverete riflesse le caratteristiche sopraccennate: estrema accuratezza nell’analisi del gesto, uso e applicazione di tecniche le più disparate (dalle quattro bacchette allo swing, dalla scomposizione alla poliritmia, dall’improvvisazione ai rudimenti), approfondimento scientifico dei problemi legati alla dinamica, cioè al controllo espressivo dei volumi. Il titolo condensa il fine ultimo dell’autore: realizzare, come lui stesso dice, un connubio fra perfezione tecnica e padronanza nell’uso della dinamica. Su questo doppio binario Forestiere incanala esercizi e studi su svariati set percussivi, dal semplice tamburo rullante alla batteria tradizionale, al più voluminoso ensemble di stampo contemporaneo, con l’esecutore in piedi circondato dagli strumenti. L’impostazione metodologica rende questo testo più vicino al moderno studente di conservatorio, vista la raffinatezza di certe soluzioni ritmiche e la necessità di sottoporre a studio analitico le partiture trascritte; peraltro vorrei consigliarlo anche a chi non ha una preparazione accademica cosi avanzata; penso ad esempio al batterista che non ha studiato percussione classica. Egli o ella potrà infatti piegare alle sue esigenze il messaggio didattico essenziale del libro, esemplificato da centinaia di esercizi: educare il gesto percussivo alla distribuzione dei pesi fra gli arti, di conseguenza finalizzare la tecnica all’espressività del tocco ed alla perfezione della scansione ritmica. Questo volume può trovare idealmente posto, nella nostra biblioteca, fra il classico metodo di Goldenberg, gli esercizi di Stone, le partiture di Boulez e certe pagine di Dante Agostani: il tutto miscelato dal gusto, la misura e la competenza dell’autore”. Ettore Fioravanti, batterista, percussionista, compositore e arrangiatore, docente di Musica Jazz – Percussioni – luglio 1991
“…La prima parte del penultimo concerto della serie Musica giovani aveva visto sul podio Giorgio Leardini, fervido e grintoso nel dirigere Mozart e Weber, ed accorto nell’accompagnare l’ottimo percussionista Beniamino Forestiere, magnifico interprete di quella colorita e fascinosa pagina che è il Concerto per batteria ed orchestra di Darius Milhaud.” N. Sbisà- Gazzetta del Mezzogiorno 19-02-1989
“...In un non dimenticato concerto con l’orchestra sinfonica barese, Forestiere aveva già dato un’anticipazione concreta delle sue possibilità creative e questa gustosa performance ha confermato che siamo sulla strada per ulteriori, forse anche imprevedibili, sviluppi. L’auditorium era pieno di pubblico, pubblico interessato e soddisfatto dall’esito della serata, forse anche perché un po’ fuori dal sentiero battuto” N. Sbisà - Gazzetta del Mezzogiorno 31-05-1991
“Epigrafe”: Benny Forestiere, maestro di studi e di vita, dotato di grande umanità, lealtà e coerenza; uomo artista di grande carisma, competenza e di grossa personalità; un professionista sempre innovativo, fucina di grandi idee e vero punto di riferimento. Gli alti risultati ottenuti dai suoi allievi attraverso i suoi insegnamenti e i suoi scritti, oggi lo impongono come un vero e proprio caposcuola della percussione italiana.“ Fulvio Panico - Solista - Titolare della cattedra di strumenti a percussione del conservatorio T. Schipa di Lecce -
“ Beniamino Forestiere è un musicista che ha seguito un concreto percorso artistico vivendolo profondamente e di conseguenza realizzando i suoi progetti in perfetta sintonia con le tecniche e le espressioni artistiche. Egli unisce, nel suo gesto artistico, l'arte della percussione con l'estetica musicale. Tale connubio è sinonimo di un risoluto senso morale che sconvolge qualsiasi gusto immediato.” Luigi Morleo – solista – docente di strumenti a percussione presso il conservatorio di musica N. Piccinni di Bari – compositore e creatore di opere didattiche. URL:space.tin.it/clubnet/lumorle
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